DESCRIZIONE:
Oggetto:
La vite a trivella inserita nell'estremità terminale del cilindro di legno e la corona dentata del tubo d'ottone agivano come perforatori nelle cefalotomie fetali per ridurre i diametri e consentire l'estrazione nei parti impossibili.
Notizie storico-critiche:
La collezione di Ostetricia dell'Istituto delle Scienze, creata da Giovanni Antonio Galli verso la metà del XVIII secolo, venne arricchita ed implementata nel corso dell'Ottocento dai professori dell'Università di Bologna che si avvicendarono nell'insegnamento.L'oggetto non è presente nell'inventario del 1776, redatto dallo stesso Galli (pertanto non è parte della collezione del chirurgo bolognese), ma si deve ad un implemento successivo del 1813.In quell'anno, secondo i carteggi inerenti al museo ostetrico conservati presso l'Archivio di Stato di Bologna, giunse da Milano lo strumentario di Paolo Assalini (1759-1840), completo di forcipe, trapano perforatore, forcipe compressore e tiratesta a bascula (vedi Bibliografia: "Ars obstetricia bononiensis", 1988, p. 104).